Faq
Chirurgia refrattiva
con laser ad eccimeri: Lasik
Cosa sono gli aloni?
Lalone è un fenomeno ottico per il quale una luce puntiforme
viene percepita dallocchio non come tale ma con una sfumatura
luminosa circostante. Ciò può causare, soprattutto se
le luci sono molte e quindi molti anche gli aloni, una visione difficoltosa
con una percezione meno distinta dei contrasti. Di solito locchio
miope è già caratterizzato da una visione difficoltosa
in condizione di luce scarsa (ad esempio di notte), proprio perché
la retina ha una sensibilità a percepire i contrasti inferiore
allocchio emmetrope od ipermetrope. In alcuni casi la PRK e la
LASIK possono aumentare la percezione di aloni rendendo più difficoltosa
la visione in ambienti con scarsa luminosità. Le misurazioni
preoperatorie e la scelta del tipo di intervento di chirurgia refrattiva
sono atte a minimizzare ed a rendere trascurabile questo fenomeno.
Quanto dura l'effetto degli interventi con il laser ad eccimeri?
Il risultato che si ottiene con il laser ad eccimeri, sia per mezzo
della PRK che della LASIK, è definitivo. Una volta che si è
raggiunta la stabilizzazione (dopo qualche mese dalla procedura chirurgica,
in presenza di difetti refrattivi preoperatori stabili, non vi è
alcun motivo perchè l'occhio debba nuovamente modificare la sua
struttura anatomica ritornando allo stesso difetto precedente all'intervento.
I risultati ottenuti ormai in più di dieci anni di interventi
ne danno la dimostrazione più rilevante.
Esistono rischi dopo PRK o LASIK di perdere la vista?
No, non esistono rischi di questo tipo in quanto queste procedure agiscono
a livello superficiale dell'occhio e non mettono a repentagliom le strutture
considerate nobili per la visione, quali la retina ed il nervo ottico.
E'meglio la LASIK
o la PRK?
Non esiste una risposta assoluta a questa domanda. In generale la LASIK
è l'intervento che oggi viene più comunemente effettuato
in tutto il mondo, data l'ottima precisione ottenibile, il veloce recupero
visivo e la maggiore accettabilità da parte del paziente per
l'assenza di dolore e fastidi postoperatori. Anche la PRK è comunque
una tecnica efficace e proponibile soprattutto per difetti molto lievi,
data l'assoluta assenza in questi casi di rischi intraoperatori ed a
distanza di tempo dalla procedura.
Qual'è l'intervento
più indicato nel mio caso specifico?
E'impossibile dare una risposta a questa domanda senza conoscere il
quadro clinico completo, che viene delineato dopo una visita specialistica
ed eventualmente dopo indagini strumentali approfondite. L'intervento
più indicato viene quindi stabilito dall'oculista sulla base
della situazione clinica e delle motivazioni espresse dal paziente.
Sottoponendomi ad
un intervento chirurgico ho la certezza di eliminare gli occhiali?
Benchè questo scopo dell'intervento venga raggiunto nella maggioranza
dei casi, non sempre è possibile eliminare per intero il difettovisivo,
cosicchè talvolta è comunque necessario utilizzare occhiali
o lenti a contatto per raggiungere la migliore capacità visiva.
Più in particolare la precisione dell'intervento è tanto
più elevata quanto più il difetto è basso. Anche
in questo caso l'oculista saprà dare le indicazioni del caso
dopo una visita.
Se dopo l'intervento
mi rimane un piccolo difetto visivo cosa posso fare?
In quasi tutti i casi è possibile ritoccare con il laser l'eventuale
difetto residuo, indipendentemente dalla tecnica con cui è stato
effettuato il primo intervento. In tutti i casi è comunque possibile
correggere il difetto visivo con occhiali o lenti a contatto.
Se mi sottopongo ad
un intervento di chirurgia refrattiva cosa mi succederà tra 10,
20, 30 anni...?
La chirurgia refrattiva con il laser ad eccimeri, sia LASIK che PRK,
ha oramai una storia sufficientemente lunga per garantire che con il
trascorrere del tempo non compaiano modificazioni dello stato oculare.
Ovviamente l'occhio rimane predisposto ad altre patologie oculari, quali
cataratta, distacco di retina, maculopatia, esattamente come se l'intervento
chirurgico non fosse stato mai fatto. Allo stesso modo è possibile
trattare future patologie come se l'intervento non fosse mai stato eseguito.
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